30 ottobre 2026 🌫 9° Allerta gialla · nebbia · fino 31 ottobre 10:59

Torino, studenti e sindacati in piazza il 30 ottobre

Oltre mille manifestanti, da licei e università, si sono radunati a Torino per un corteo contro il caro vita e il riarmo, con la partecipazione di sindacati e rappresentanti politici.

Torino, studenti e sindacati in piazza il 30 ottobre

Il 30 ottobre ha trasformato le vie di Torino in un vero teatro di protesta. Una moltitudine di più di un migliaio di persone, tra studenti delle scuole superiori, universitari, docenti e personale ATA, ha convergito verso Piazza Palazzo di Città, focalizzandosi sul sciopero generale indetto da USB e supportato da numerosi collettivi.

Corteo dei giovani da Palazzo Nuovo verso il centro

Il primo gruppo, partito da Palazzo Nuovo – sede simbolicamente occupata da alcune realtà studentesche – ha percorso le strade del centro portando con sé striscioni che proclamavano: “Da Nord a Sud: studenti e lavoratori uniti. La guerra non la paghiamo”. Il serpente umano di ragazzi, riportato da testimoni, si è snodato fino a Piazza Palazzo di Città, dove ha incontrato i gruppi sindacali, creando un unico flusso di domande di giustizia salariale e di fine del caro vita.

Un consiglio di autodifesa contro i lacrimogeni

Davanti al liceo, alcuni partecipanti hanno svolto una brevissima sessione informativa, consigliando di tenere a portata di mano farmaci antiacido come il Maalox (o equivalenti generici), utili a contrastare gli effetti dei gas lacrimogeni. L’iniziativa, tra ironia e serietà, ha evidenziato la preoccupazione per possibili scontri con le forze dell’ordine.

Gli universitari dal Campus Einaudi si aggiungono al corteo

Alle 8:30, dal Campus universitario Einaudi, occupato da lunedì da più di cinquanta studenti, è partito il secondo grande corteo. Uno striscione di formato imponente recitava “Contro guerra e caro vita blocchiamo l’Italia”, a segnalare la duplice dimensione della protesta: contro la militarizzazione e contro l’inflazione dei prezzi. Gli universitari hanno attraversato la Dora per immettersi a Piazza Palazzo di Città, dove si sono uniti ai manifestanti della scuola superiore.

Occupazione simbolica e interventi dei collettivi

Giorgia Galletti, portavoce del collettivo Cambiare Rotta, ha dichiarato di aver “bloccato simbolicamente” Palazzo Nuovo per la durata del corteo, condannando la mancata risposta della direzione universitaria alle richieste di dialogo. Un altro gruppo, Osa, ha sottolineato che, per anni, le istituzioni hanno cercato di dividere studenti, docenti e personale ATA; oggi, invece, hanno dimostrato la capacità di agire insieme per far sì che i fondi vengano destinati all’istruzione anziché alla guerra.

Presenza politica e ruolo di Avs

Il gruppo politico Avs, rappresentato dal deputato Marco Grimaldi e dalla consigliera regionale Alice Ravinale, è stato anch’esso presente in piazza. Grimaldi ha ricordato che il caro vita ha eroso i risparmi di moltissimi lavoratori, e ha criticato la recente finanziaria che, a suo avviso, non prevede né rialzi pensionistici né salariali. La deputata del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, ha partecipato al raduno, sottolineando la necessità di un cambiamento di rotta economica.

Il secondo appuntamento pomeridiano

Alle 18:00, la manifestazione si è spostata in Piazza Castello per una nuova azione di corteo, mantenendo viva la tensione fino alla sera. L’evento ha di nuovo raccolto migliaia di partecipanti, dimostrando la continuità della mobilitazione nella giornata.

Il contesto nazionale dello sciopero generale

L’azione torinese si inserisce in una più ampia mobilitazione nazionale indetta dall’Unione Sindacale di Base (USB) per l’intera giornata del 30 ottobre. Oltre a Torino, più di cinquanta città sono state interessate da scioperi che hanno coinvolto settori pubblici e privati, da scuole a uffici comunali, da autotrasportatori a agricoltori. Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, però, ha emesso una precettazione per differire lo sciopero nei trasporti, citando la necessità di garantire la libertà di circolazione durante il periodo di commemorazione dei defunti. L’USB ha contestato l’ordinanza, ritenendola illegittima, ma i servizi di trasporto rimangono soggetti a possibili disagi a seconda delle decisioni aziendali.

Possibili ripercussioni sui servizi comunali piemontesi

Il Comune di venaria reale ha già pubblicato un avviso che invita i cittadini a considerare possibili ritardi o sospensioni nei servizi comunali, escludendo però i servizi cimiteriali e la polizia municipale. Altri comuni piemontesi potrebbero adottare misure analoghe, a seconda dell’adesione dei propri dipendenti al movimento.

La giornata del 30 ottobre a Torino ha rappresentato un momento di convergenza tra giovani, lavoratori e rappresentanti politici, tutti impegnati a far sentire la propria voce contro l’inflazione dei prezzi, il riarmo e la mancanza di adeguamenti salariali. La manifestazione, ancora in corso al tramonto, evidenzia la capacità di mobilitazione di una città che, di fronte a decisioni governative ritenute insufficienti, ha scelto la protesta di massa per chiedere un cambiamento concreto.

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