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Campane in festa e silenzio: tradizioni torinesi per il 1 e 2 novembre

Le campane di Torino trasformano il 1 e 2 novembre in una vera sinfonia di fede e memoria.

Campane in festa e silenzio: tradizioni torinesi per il 1 e 2 novembre

Nel passaggio tra ottobre e novembre la Diocesi di Torino si avvolge in una speciale liturgia di bronzo. Il calendario segna due ricorrenze fondamentali: la Solennità di Ognissanti (1 novembre) e la Commemorazione dei fedeli defunti (2 novembre). Tra queste due giornate, le torri campanarie diventano un vero e proprio strumento di comunicazione spirituale, capace di parlare al cuore delle comunità torinesi.

Le campane, con il loro timbro unico, cambiano radicalmente ritmo e intensità in poche ore. Quello che inizia con un concerto gioioso si trasforma gradualmente in un suono più grave e raccolto, segnando il passaggio dal festoso al contemplativo. Questo mutamento è il risultato di una tradizione secolare, curata e rivitalizzata dagli appassionati del patrimonio campanario.

Concerti festosi per la Solennità di Ognissanti (1 novembre)

La domenica 1 novembre le torri torinesi risuonano in maestosi concerti prima delle celebrazioni liturgiche e dell’Angelus di mezzogiorno. In gran parte del territorio diocesano si eseguono le tradizionali baudette o allegrezze, sequenze ritmate in cui i batacchi e i martelli percuotono le campane creando una trama sonora di gioia.

Baudette e allegrezze: la tradizione musicale

Le baudette prevedono il plenum di tutti i bronzi “a distesa”, cioè in movimento sincronizzato, per celebrare la gloria della santità celeste. In molte parrocchie, il Monsignor Repole presiede le Sante Messe nei cimiteri, conferendo al rito una dimensione ancora più solenne.

Il passaggio al giorno dei defunti (2 novembre) e il silenzio delle campane

Al tramonto del 1 novembre, per l’Angelus serale, i suoni festosi vengono interrotti. Il grande campanone emette rintocchi lunghi e solenni nella penombra, annunciando l’inizio del Giorno dei Morti. Questo segnale invita i fedeli a una preghiera di suffragio che si protrae per tutta la giornata successiva.

Rintocchi a bicchiere e suoni a morto

Il 2 novembre il ritmo si smorza: predominano i cosiddetti suoni a morto, caratterizzati da rintocchi singoli o dall’uso della campana più grande in modalità “a bicchiere”. Le campane minori suonano a tocchi lievi, creando un’atmosfera di raccoglimento. In alcune comunità si recita il Rosario dei defunti, accompagnato dal suono grave della campana maggiore.

L’Associazione CampaneTO – Amici della Sacra ha ricostruito questi accenti sonori in collaborazione con parroci e sacristi. Grazie a combinazioni precise di campane, il bronzo diventa una carezza di fede che chiude il ciclo liturgico di Ognissanti e del Giorno dei defunti.

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