30 Maggio 2026 ☁ 26°

Stellantis rafforza il piano da 2 miliardi per l’Italia e chiarisce i prossimi passi

Stellantis ribadisce l'impegno in Italia con un piano d'investimenti da 2 miliardi rafforzato da nuovi progetti per Alfa Romeo e le e-car, assicura che non ci saranno riduzioni di capacità produttiva nazionale e prepara incontri chiave con sindacati e Parlamento.

Stellantis rafforza il piano da 2 miliardi per l’Italia e chiarisce i prossimi passi

Stellantis ha ribadito il proprio impegno per l’Italia confermando un piano di investimenti da 2 miliardi, che l’azienda definisce non solo mantenuto ma addirittura rafforzato attraverso l’introduzione di nuovi modelli e progetti industriali. Le dichiarazioni sono arrivate da Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo, che ha incontrato la stampa a Mirafiori per delineare la strategia nazionale e fare il punto sui siti produttivi italiani.

Impegni sul territorio e rassicurazioni sulla produzione

Durante l’incontro Cappellano ha sottolineato che l’Italia resta «uno dei Paesi principali in Europa» per Stellantis e che tutti gli stabilimenti italiani vedranno «nuovi modelli, nuove piattaforme e nuovi sviluppi». Il gruppo ha specificato che non è prevista alcuna riduzione della capacità produttiva in Italia, chiarendo che il taglio di 800.000 unità annunciato per alcune fabbriche europee non coinvolge i siti nazionali. Questo punto è stato ripetuto come elemento centrale per tranquillizzare dipendenti, fornitori e istituzioni.

Trend produttivo e obiettivi di volume

Cappellano ha inoltre citato i primi mesi del 2026, ricordando che la produzione è aumentata rispetto allo stesso periodo del 2026 e che l’azienda punta a mantenere questa tendenza. Sul target specifico di produzione della 500 ibrida a Mirafiori — indicato come obiettivo di 100.000 unità — il manager ha ammesso che il raggiungimento dipenderà dalla dinamica di mercato e non ha fornito una certezza sui numeri finali.

Modelli, marchi storici e progetti sul tavolo

Il piano strategico presentato a livello più ampio dal CEO Antonio Filosa ha ridisegnato il perimetro industriale del gruppo, lasciando però aperti interrogativi su alcuni marcatori storici come Alfa Romeo e lo sviluppo di nuovi modelli. Alcuni programmi, come quello delle nuove Giulia e Stelvio, non sono stati cancellati ma rimangono in fase di definizione, motivo che ha generato incertezza tra gli addetti ai lavori.

Alfa Romeo e le strategie di prodotto

Stellantis ha dichiarato di voler mantenere l’identità di Alfa Romeo nel segmento D, studiando soluzioni che combinino tradizione prestazionale e adattamento al mercato. Le attuali versioni di Giulia e Stelvio continueranno la produzione fino al 2027, mentre il marchio lavorerà su piattaforme flessibili per introdurre soluzioni multi-energia, comprendenti motorizzazioni ibride ed elettriche.

Il piano Italia e i siti chiave: Melfi, Mirafiori, Pomigliano e Cassino

Nel dettaglio del piano nazionale emergono progetti specifici: a Melfi è prevista la produzione di un nuovo C-Suv Alfa Romeo, insieme ad altri modelli come Jeep Compass, Lancia Gamma e un nuovo DS basati sulla piattaforma Stla One. A Mirafiori è confermato il ritorno della Fiat 500 ibrida e l’obiettivo di consolidare la produzione di modelli strategici, mentre a Pomigliano d’Arco è in programma il progetto delle e-car e la produzione della Fiat Pandina fino al 2030, con l’arrivo dal 2028 di piccole auto elettriche a basso costo.

Cassino e Maserati: un legame strategico

Il futuro di Cassino è strettamente collegato al destino di Maserati. Il piano per il marchio del Tridente sarà presentato a dicembre a Modena e comprende l’arrivo di due nuovi modelli del segmento E. Filosa ha descritto Maserati come un elemento di successo industriale fondamentale anche per la tenuta produttiva di Cassino, suggerendo che scelte strategiche sul brand influiranno direttamente sullo stabilimento laziale.

Rapporti con sindacati e interlocuzioni istituzionali

Stellantis ha fissato un calendario di confronti: l’azienda incontrerà i sindacati il 15 giugno a Roma sul piano strategico, mentre il 17 giugno è prevista l’audizione dell’amministratore delegato Antonio Filosa in Parlamento. Cappellano ha definito il dialogo con le organizzazioni sindacali «proficuo ed essenziale», sottolineando la necessità di agire in sinergia con fornitori, concessionari e istituzioni per gestire la complessità della transizione industriale.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito che il Piano Italia prosegue e ha annunciato un decreto da 1,6 miliardi destinato al fondo automotive per sostenere ricerca e tecnologie. Tra gli investimenti pubblici citati figura il supporto al progetto delle e-car a Pomigliano e ad altri interventi già avviati sul territorio.

Nodi ancora aperti

Non mancano però punti ancora in sospeso: restano da chiarire il futuro produttivo dei motori a Termoli e il posizionamento di Lancia all’interno del nuovo disegno industriale, che sembra conferirle un ruolo più specialistico gestito operativamente dalla divisione Fiat. Ulteriori dettagli operativi sono attesi nei prossimi giorni e saranno probabilmente approfonditi nelle audizioni e nei confronti con le rappresentanze sindacali.

Nel complesso, il messaggio di Stellantis all’Italia è di consolidamento: un piano di investimenti confermato e ampliato, progetti concreti su più stabilimenti e la promessa di continuità occupazionale e produttiva, pur con alcune decisioni strategiche ancora in fase di definizione.

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