Il 3 ottobre 2026 la cittadina di Collegno è stata segnata da una tragedia: Teresa Laneve, 85enne residente nel centro storico, è venuta a mancare pochi giorni dopo il trasferimento in una struttura clinica. La causa è stata identificata come infezione da virus della West Nile un arbovirus trasmesso dalle punture di zanzare infette. Il caso ha riacceso l’attenzione sulla presenza di zanzare nella zona e su tutte le procedure di tutela messe in atto dalle istituzioni sanitarie e dal comune.
Cronologia della malattia di Teresa Laneve
I primi sintomi sono comparsi a fine agosto, quando la signora ha iniziato a lamentare una febbre persistente che, inizialmente, è stata scambiata per un’influenza stagionale. Il 30 agosto è stata accompagnata alla guardia medica; il medico le ha prescritto paracetamolo, convinta che si trattasse di un caso comune. Nei giorni successivi la febbre non è diminuita, e la condizione è peggiorata, chiedendo l’intervento dell’ambulanza. L’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Martini di Torino ha portato alla diagnosi di infezione da West Nile con complicanze di meningite ed encefalite.
Ricovero, evoluzione e decesso
Dopo un periodo di circa dieci-quindici giorni in medicina d’urgenza, le condizioni sono sembrate stabilizzarsi enough per un trasferimento in reparto di neurologia. Tuttavia, le lesioni neurologiche causate dal virus sono rimaste gravi. Il 30 settembre la paziente è stata spostata in una struttura clinica per cure continuative, ma tre giorni dopo, il 3 ottobre, è venuta a mancare. Gli accertamenti finali sono ancora in corso, poiché l’età avanzata della signora rende difficile isolare la sola influenza del virus sul decesso.
Risposta delle autorità sanitarie
Il Servizio di igiene e sanità pubblica dell’ASL To3, avendo ricevuto la notifica medica, ha immediatamente attivato la procedura di indagine epidemiologica prevista per i casi di malattie infettive. Sono state informate le autorità regionali, incluso il SEREMI, e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZS). I campionamenti effettuati nelle trappole per zanzare più vicine a Collegno non hanno finora rilevato tracce del virus, ma le autorità hanno incrementato le attività di monitoraggio.
Controlli su donazioni di sangue e disinfestazione
In accordo con le direttive regionali, le donazioni di sangue provenienti dall’area di Collegno sono state temporaneamente bloccate e sottoposte a ulteriore analisi per escludere il rischio di trasmissione. Parallelamente, l’IRP (Istituto per la Prevenzione) ha coordinato interventi di disinfestazione con l’azienda Ipla, che ha effettuato spruzzature anti-zanzara sia nella zona residenziale dell’appartamento della signora sia nelle aree circostanti. Fino a oggi non sono stati segnalati altri casi autoctoni nella stessa zona.
Impatto sulla comunità e misure preventive
Il sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, ha rassicurato i cittadini sottolineando che non vi è alcun rischio di contagio per la popolazione, dato che la West Nile non si trasmette da persona a persona. Ha inoltre confermato che le case e gli edifici pubblici sono stati oggetto di disinfestazione e che non è necessario alcun intervento di chiusura di porte o finestre. Tuttavia, l’amministrazione ha invitato i residenti a limitare la fuoriuscita nelle ore serali, a eliminare fonti d’acqua stagnante e a utilizzare repellenti.
Le famiglie coinvolte, compresi i figli della vittima, hanno chiesto l’accesso alla cartella clinica per capire le cause precise del decesso e per valutare le eventuali responsabilità. La richiesta è stata inoltrata al reparto di neuro-emergenze dell’ospedale Martini e al servizio di igiene. Nel frattempo, le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione con il sistema di sorveglianza integrata, che combina dati sanitari, veterinari ed entomologici, per garantire una pronta risposta a eventuali nuovi focolai.



