Nel tessuto della storia italiana la satira ha sempre rappresentato un filo sottile ma forte: la libertà. Raccontare i giornali umoristici emersi tra la fine del fascismo e i primi anni della Repubblica significa, al contempo, descrivere un Paese che si sta risvegliando, pronto a discutere, a criticare e persino a ridere del potere. È proprio questo il cuore di Sorridere dopo gli anni bui il volume curato da Dino Aloi direttore di Budùàr, che verrà presentato nell’ambito del festival LuccAutori.
Il 1943: satira sotto il peso del fascismo e della guerra
Il punto di partenza del libro è il 1943, anno in cui il fascismo era ancora vigente e la II guerra mondiale non era conclusa. Nonostante la censura, alcune pubblicazioni riuscivano a spuntare. Il 25 dicembre uscì Pasquino mentre in clandestinità comparve La ramazza del partigiano una testata che sfidava apertamente il regime. Contemporaneamente, nella Repubblica di Salò, circolarono giornali che, in alcuni casi, veicolavano contenuti antisemiti, riflettendo una Italia profondamente divisa. In questo scenario, la satira si trasformava sia in arma di propaganda sia in mezzo di resistenza, mostrando la sua duplice natura.
Dall’armistizio al 1949: un’esplosione di voci
Con la Liberazione, il panorama satirico cambiò rapidamente. Il 10 giugno vide il debutto di Cantachiaro e nei due anni successivi la produzione di giornali umoristici decollò, spaziando tra orientamenti politici estremamente diversi. Aloi sottolinea che “è un periodo bello perché si capisce cos’è la democrazia. Escono giornali di tutti gli orientamenti politici. Anche la destra appena battuta può fare giornali satirici”. Tra le testate più note spiccano CandidoL’Uomo Qualunque e Il Travaso. Il volume riscopre anche titoli meno noti, come Rosso e Nero e Liscio e Busso dimostrando che la produzione non si limitava a Roma, Milano e Torino, ma coinvolgeva anche numerose città di provincia.
Un archivio visivo di un’epoca
Durante la presentazione saranno proiettate immagini delle testate analizzate, riportando alla luce titoli, vignette e linguaggi di un periodo in cui tornare a ridere significava anche tornare a essere liberi. Il lavoro di Aloi, che raccoglie 84 giornali tra il 1943 e il 1949, offre così una testimonianza concreta di come la satira abbia accompagnato la transizione dall’autarchia fascista alla democrazia pluralista.
LuccAutori il contesto della presentazione
La presentazione di Sorridere dopo gli anni bui si inserisce nel programma di LuccAutori in calendario dal 3 al 18 ottobre. Il festival, diretto da Demetrio Brandi è affiancato al Premio letterario Racconti nella Rete che quest’anno celebra il suo venticinquesimo anniversario. Tra gli appuntamenti previsti vi sono un omaggio a Bruno Lauzi con la partecipazione del figlio Maurizio, interventi di Dario SalvatoriEdoardo De Angelis e Silvia Salemi oltre a una mostra intitolata “Bruno Lauzi sull’onda del ricordo” arricchita da vignette di illustratori italiani. Parallelamente, è in palio il Premio Budùàr per il miglior racconto umoristico, insieme ad altri riconoscimenti del festival.



