Il prossimo sabato 10 ottobre la popolazione della Zona Ovest torinese si darà appuntamento in piazza per chiedere la ripresa dei lavori della Linea 1 della metropolitana. Dopo quasi un decennio di opere incompiute, l’interruzione causata dal fallimento dell’appaltatore ha trasformato il cantiere in un vero e proprio ostacolo quotidiano per i residenti di Collegno, Grugliasco e Rivoli, nonché per migliaia di attività commerciali che dipendono dal traffico di Corso Francia.
Il cantiere della Linea 1 in bilico: cause e conseguenze
Da sette anni la zona vive sotto una permanente opera di scavo che ha paralizzato la viabilità principale, rallentato i trasporti locali e spinto molte imprese verso la chiusura. La crisi dell’impresa capofila, accertata tre mesi fa dal Tribunale fallimentare di Roma, ha lasciato il progetto senza un soggetto responsabile e ha impedito la prosecuzione dei lavori verso Cascine Vica. L’effetto è stato una drastica diminuzione dei flussi pedonali, una perdita di fatturato stimata in decine di migliaia di euro per i negozi lungo il percorso e un disagio permanente per i pendolari.
Fattori economici: i costi in aumento
In origine il completamento dell’estensione richiedeva un contributo statale di 34 milioni di euro. Le stime più recenti, elaborate dal Palazzo Comunale, hanno quasi raddoppiato la cifra, indicando un fabbisogno di circa 70 milioni di euro. Di questi, 40 milioni servirebbero per rilanciare i lavori civili ancora sospesi, mentre altri 30 milioni dovrebbero coprire gli extracosti accumulatisi a seguito del fallimento dell’appaltatore. La mancanza di questi fondi sta bloccando la riapertura del cantiere e alimentando ulteriori ritardi.
Le richieste dei cittadini e delle organizzazioni
Durante la conferenza stampa del 6 ottobre, i sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli, insieme a rappresentanti di CNA, UIL, CISL, CGIL, Confesercenti, Coldiretti e Ascom Confcommercio, hanno formulato una serie di richieste concrete. Tra queste, la nomina di un commissario straordinario con poteri speciali per accelerare la riassegnazione del bando di gara, la chiusura immediata dei cantieri in superficie non indispensabili e lo sblocco dei fondi già disponibili. L’obiettivo è garantire una conclusione rapida del progetto, che beneficerebbe decine di migliaia di cittadini e rinforzerebbe la competitività economica dell’intera area.
Le dichiarazioni dei sindaci e dei sindacati
I tre sindaci hanno sottolineato l’urgenza della situazione: “Sette anni di cantiere sono troppi per una popolazione che paga quotidianamente le conseguenze”, ha affermato Matteo Cavallone (Collegno). Alessandro Errigo (Rivoli) ha aggiunto che l’intervento è “strategico per un territorio carente di stazioni ferroviarie”. Emanuele Gaito (Grugliasco) ha ricordato che circa diecimila residenti vivono a meno di un chilometro dalle future fermate. Dalla parte dei sindacati, Filippo Provenzano (CNA) ha evidenziato il ruolo della metropolitana nella competitività delle imprese Marco Secci (UIL) ha chiesto “risorse certe e garanzie per i lavoratori”, mentre Sabatino Basile (CISL) ha proposto la creazione di un tavolo permanente per sbloccare i cantieri.
La manifestazione del 10 ottobre: obiettivi e organizzazione
La manifestazione, denominata “Uniti per la metro”, sarà caratterizzata da una presenza ampia e trasversale, senza alcuna strumentalizzazione politica. Gli organizzatori hanno anche segnalato la diffusione di un volantino falsificato con loghi istituzionali, informando le autorità della Polizia Postale. L’appello resta chiaro: riavviare i lavori, garantire i finanziamenti necessari e nominare un commissario che possa superare gli attuali strozzamenti burocratici. Solo così l’opera, definita strategica per la mobilità metropolitana e per la crescita economica, potrà finalmente passare dalla fase di cantiere a quella di servizio per tutta la Zona Ovest.



