Il 30 agosto una donna di 85 anni, residente a Collegno, inizia a lamentare febbre alta e fastidi addominali. I figli, credendo a un’influenza estiva o a un semplice disturbo gastrointestinale, chiamano il medico di base, che prescrive paracetamolo. Nei giorni successivi la temperatura non scende e la salute della madre peggiora rapidamente, spingendo la famiglia a recarsi al pronto soccorso.
Teresa Laneve, la prima vittima di West Nile in Italia
Il caso di Teresa Laneve diventa il primo decesso confermato per virus West Nile nel territorio nazionale. Il virus, trasmesso principalmente da zanzare è raro in Europa, ma la sua comparsa a Collegno ha immediatamente sollevato allarme. I figli, Katia e Andrea Bertone, hanno sottolineato che la madre non aveva effettuato viaggi recenti né fosse stata fuori dalla città, rendendo cruciale l’indagine sul luogo esatto dell’esposizione.
Il decorso della malattia: da febbre a coma
Dopo l’ingresso in ospedale, i medici osservano un quadro clinico complesso: febbre continua, gonfiore addominale, e segni di compromissione neurologica. Vengono eseguiti esami del liquor e una TAC cerebrale, che rivelano una meningite associata a encefalite. La rapidità di evoluzione porta la paziente in stato di coma, richiedendo l’intubazione e il trasferimento al reparto di Malattie infettive di Rivoli.
Diagnosi confermata e complicanze neurologiche
Il laboratorio conferma la presenza del virus West Nile nel liquido cerebrospinale. I medici spiegano che il virus può provocare danni cerebrali irreversibili, soprattutto in soggetti anziani o con patologie preesistenti. Nonostante il trattamento intensivo, le condizioni di Teresa si stabilizzano solo parzialmente; viene quindi trasferita il 30 settembre dal Martini a una struttura clinica specializzata, dove i medici informano la famiglia che il virus è stato sconfitto ma la fragilità della paziente resta critica. Il sabato successivo, il suo cuore cessa di battere.
Reazioni delle autorità e misure di contenimento
La Regione Piemonte, informata del caso, dichiara che non sono stati segnalati ulteriori contagi. Viene immediatamente allertata l’Ipla (Istituto per la Prevenzione delle Zanzare), che avvia un’operazione di disinfestazione nell’area di residenza di Teresa. Inoltre, le donazioni di sangue provenienti da quel quartiere vengono sospese e sottoposte a nuovi controlli per escludere possibili trasmissioni. Le autorità locali promettono di intensificare la sorveglianza entomologica e di informare la cittadinanza sui rischi legati alle punture di zanzara durante la stagione calda.



