5 Ottobre 2026 ☁ 25° Allerta arancione · pioggia · fino 7 Ottobre 23:59

Omicidio colposo? La magistratura indaga sul trapianto alle Molinette

La Procura di Torino indaga su possibili responsabilità legate al trapianto di cuore che ha costretto Raffaele Miele a morire sei giorni dopo l’intervento alle Molinette.

Omicidio colposo? La magistratura indaga sul trapianto alle Molinette

Il trapianto di cuore è spesso considerato l’ultima speranza per chi soffre di gravi patologie cardiache. Per Raffaele Miele, 36 anni, originario di San Paolo Bel Sito, era il rimedio definitivo contro una cardiomiopatia dilatativa avanzata. Tuttavia, il percorso clinico, iniziato il 24 settembre con la comunicazione della disponibilità di un organo compatibile, si è concluso tragicamente il 1 ottobre presso l’ospedale Molinette di Torino.

Il percorso chirurgico e le complicazioni post-operatorie

Il paziente è stato ricoverato al mattino del 25 settembre per l’intervento, che ha richiesto circa dodici ore di sala operatoria. Dopo la fase di sutura, il team chirurgico ha comunicato che l’operazione era riuscita dal punto di vista tecnico, ma ha subito segnalato una difficoltà del nuovo cuore nel mantenere un ritmo stabile. Per sostenere la funzione cardiaca è stato attivato un dispositivo di extracorporeal membrane oxygenation (ECMO), strumento riservato a casi critici in cui le funzioni respiratorie e cardiache sono temporaneamente compromesse.

Nei giorni successivi la condizione di Miele si è ulteriormente aggravata: un forte sanguinamento ha richiesto il ritorno in sala operatoria, e il 1 ottobre è stato necessario riposizionare le cannule di supporto. Nonostante gli sforzi, le complicazioni sono culminate nella morte del paziente, avvenuta poche ore dopo la seconda procedura.

L’avvio dell’inchiesta da parte della Procura di Torino

Di fronte a queste circostanze, la famiglia ha presentato un esposto alla Procura di Torino assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi del Foro di Napoli. Nella denuncia, i parenti hanno evidenziato “incongruenze” tra le informazioni fornite più volte dal personale sanitario e le reali condizioni cliniche del paziente. Hanno inoltre contestato la decisione dell’ospedale di effettuare un’autopsia interna, definendola un accertamento diagnostico potenzialmente influenzato da chi era coinvolto nella cura.

Per garantire imparzialità, la Procura ha richiesto un’autopsia magistrale definita “accertamento tecnico irripetibile”. L’ordine è stato formalizzato dal pubblico ministero Giorgio Nicola coordinatore dell’inchiesta, che ha disposto che i consulenti tecnici Matteo Attisani e Alessandro Cicchini assumano il mandato a partire da mercoledì prossimo. L’inchiesta rimane aperta contro “ignoti” e si concentra sulla possibile configurazione del reato di omicidio colposo.

Le richieste specifiche della famiglia

Gli eredi di Raffaele Miele chiedono una verifica approfondita su due punti fondamentali: se il cuore trapiantato fosse effettivamente in condizioni idonee al trapianto e se durante la gestione clinica siano avvenuti episodi di negligenzaimperizia o errori di valutazione. Al momento, tali quesiti non costituiscono responsabilità accertate, ma costituiscono le basi su cui la magistratura dovrà focalizzare le proprie indagini.

Il legale di famiglia ha inoltre ricordato una precedente contestazione rivolta al professor Mauro Rinaldi direttore della complessa di Cardiochirurgia U delle Molinette, nell’ambito della morte del piccolo Domenico Caliendo a Napoli. Questa esperienza ha rafforzato la determinazione dei parenti a richiedere un esame esterno e indipendente.

Con la nomina dei consulenti tecnici, la Procura avrà a disposizione tutti i dati clinici, i rapporti di sala operatoria, le registrazioni dei dispositivi di supporto ECMO e le testimonianze del personale sanitario. Solo una volta analizzati questi elementi sarà possibile stabilire se le complicazioni siano riconducibili a un’inevitabile evoluzione clinica o se siano emerse responsabilità penali.

Il caso di Raffaele Miele rimane un punto focale per il dibattito sui protocolli di trapianto e sulla trasparenza delle indagini post-mortem. La comunità medica torinese, così come le autorità giudiziarie, sono chiamate a garantire che le procedure siano rigorose e che eventuali errori vengano identificati e corretti. La famiglia, nel frattempo, attende risposte concrete da parte dei magistrati, sperando che la necroscopia indipendente possa fare chiarezza su quello che è stato definito un tragico epilogo di un percorso terapeutico sperato.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Torino adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 76 · NO₂ 61 µg/m³
ACCADUTO OGGI
1693
Battaglia della Marsaglia: le truppe piemontesi comandate da Vittorio Amedeo II di Savoia vengono…