Il docufilm Bella e Ferita nasce con l’obiettivo di mostrare, attraverso le immagini, la straordinaria ricchezza del paesaggio italiano e le cicatrici lasciate dall’intervento umano. Il titolo riassume il delicato equilibrio tra la bellezza naturale e le ferite che la civiltà ha impresso sul territorio.
Il messaggio di “Bella e Ferita”
Il film si sofferma su tre aree emblematiche: i monti piemontesi i Campi Flegrei e la Costiera Amalfitana. In ciascuna di esse, i registi mettono a confronto panorami incontaminati con le trasformazioni provocate da attività antropiche, evidenziando l’urgenza di un nuovo rapporto tra uomo e ambiente.
Una produzione scolastica e una rete territoriale
Il progetto è frutto della collaborazione tra Cine 3000 e il Istituto Comprensivo di Coazze guidata dalla regia di Andrea D’Ambrosio. Il coinvolgimento degli alunni è stato potenziato da una rete che ha unito le scuole di Bacoli e Cava de’ Tirreni creando un vero e proprio laboratorio educativo che ha permesso di raccogliere testimonianze e dati dal sud al nord del Paese.
Il ruolo di Gianluca Cicco
Il produttore Gianluca Cicco ha curato l’aspetto tecnico e logistico dell’intera iniziativa, coordinando le riprese e garantendo la qualità del materiale audiovisivo. La sua presenza in diretta durante le proiezioni consente al pubblico di porre domande e approfondire i temi trattati.
Programma delle proiezioni in Val Sangone
Il docufilm approderà nella zona del Val Sangone con due appuntamenti dedicati. Il primo si svolgerà martedì 6 ottobre 2026 alle ore 18:00 presso il PalaFeste di Coazze. Il secondo avrà luogo giovedì 8 ottobre 2026 alle ore 17:30 nella piazza Mautino a Giaveno. Entrambe le serate prevedono un collegamento in diretta con Gianluca Cicco e Andrea D’Ambrosio, offrendo un’interazione immediata con i creatori.
Come partecipare
Chiunque desideri assistere alle proiezioni può acquistare una copia digitale del film tramite il sito ufficiale del progetto. L’iniziativa rappresenta un’opportunità per il pubblico di assistere a un’opera che unisce arte, educazione e impegno ambientale in un unico racconto visivo.
L’evento è anche un’occasione per le comunità locali di riflettere sul proprio ruolo nella tutela del territorio e di valorizzare il lavoro svolto dagli studenti, che hanno trasformato la ricerca sul campo in un prodotto culturale di rilievo nazionale.



