Il 3 ottobre 2026 la cittadina di Sant’Ambrogio si è trasformata nel cuore pulsante della protesta contro la nuova linea ferroviaria Avigliana-Orbassano. La manifestazione, organizzata dall’Unione montana della Valsusa, ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini, famiglie e gruppi ambientali, tutti uniti sotto il vessillo No Tav. L’evento è stato proclamato come risposta a una proposta che prevede 24 km di tracciato, di cui gran parte in galleria, con un costo stimato di tre miliardi di euro.
La marcia di Sant’Ambrogio: Appendino al comando
Al centro della manifestazione c’è stata Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle che ha aperto il corteo accompagnata da parlamentari come Elisa Pirro, Antonino Iaria e Agostino Santillo, nonché da consiglieri regionali guidati da Sarah Disabato. Tra i presenti spiccavano anche rappresentanti dell’Alleanza Verde e Sinistra, tra cui il deputato Marco Grimaldi, e i consiglieri regionali Alice Ravinale e Sara Diena. L’insegna della marcia si è snodata lungo la statale 25, dal centro storico di Sant’Ambrogio fino a raggiungere la piazza del popolo di Avigliana, coinvolgendo circa duemila persone.
Accanto ai politici, hanno preso parte amministratori locali noti per la loro opposizione al progetto. Il sindaco di Caselle Pacifico Banchieri ha dichiarato: «Esprimiamo la più ferma contrarietà a questo intervento e la difenderemo in ogni sede istituzionale». Anche il sindaco di Avigliana, Andrea Archinà, ha confermato la propria presenza, evidenziando come il progetto non risponda alle reali esigenze del trasporto regionale. La partecipazione di queste figure ha conferito alla manifestazione un profilo sia locale che nazionale.
Il nodo politico: centrosinistra diviso sulla Tav
La marcia ha riacceso un dibattito già acceso all’interno del centrosinistra torinese. Il Partito Democratico rappresentato dal sindaco Stefano Lo Russo, ha sostenuto pubblicamente la realizzazione della tratta Torino-Lione, considerandola un volano per la crescita economica e la mobilità. Lo Russo ha convocato un tavolo a Palazzo Civico per raccogliere i partiti e i movimenti che dovrebbero sostenere la sua ricandidatura alle elezioni comunali della primavera prossima.
Le ragioni del Movimento 5 Stelle
Il M5S, al contrario, ha trasformato il No Tav in una bandiera di campagna, puntando su dati di spesa pubblica e sugli impatti ambientali. Appendino ha sottolineato: «Portiamo in piazza numeri e coerenza, difendendo la spesa pubblica e il territorio». Gli stessi rappresentanti hanno recentemente visitato il cantiere di Chiomonte, dove hanno negato che l’opera fosse in fase di costruzione, rafforzando la loro posizione di opposizione.
L’AvS ha condiviso la tesi del M5S, sostenendo che le risorse destinate alla nuova linea dovrebbero essere indirizzate verso progetti più utili, come il potenziamento della metropolitana e il miglioramento delle linee regionali. Alice Ravinale, consigliera regionale, ha affermato: «Il Piemonte ha bisogno di investimenti concreti, non di opere che rischiano di diventare un pozzo senza fondo».
Conseguenze per le elezioni comunali e per la mobilità piemontese
La protesta si inserisce in un contesto elettorale delicato: le amministrazioni comunali di Torino e dei comuni della Valsusa dovranno affrontare le prossime elezioni comunali del 2027. Lo Russo punta a costruire un campo largo che includa forze moderate, ma il No Tav rappresenta un possibile veto per i pentastellati. La decisione di Giuseppe Conte, leader nazionale del M5S, su un eventuale ingresso nella coalizione torinese potrebbe cambiare gli equilibri.
Dal punto di vista tecnico, gli esperti hanno evidenziato che la tratta Avigliana-Orbassano, con la sua lunga sezione in galleria, non garantirebbe un incremento significativo del traffico passeggeri rispetto alle linee già esistenti. Alcuni amministratori hanno proposto di reindirizzare i tre miliardi di euro verso la realizzazione di una nuova linea di metropolitana che collegherebbe i quartieri periferici di Torino con la Valsusa, migliorando quotidianamente la mobilità dei pendolari.
Resta da vedere se la pressione popolare riuscirà a influenzare le scelte politiche prima delle prossime elezioni comunali.



