Torino è una città compatta, con edifici storici accanto a condomini moderni e una rete fitta di vie principaliponti e sottopassi. In caso di sisma muoversi con lucidità fa la differenza: non bastano buone intenzioni, servono strumenti, procedure e punti di riferimento precisi. Prepararsi in tempo significa costruire un kit d’emergenza definire un piano familiare adatto al contesto urbano e conoscere aree di attesa e percorsi a piedi realmente praticabili.
Questo vademecum operativo è pensato per il tessuto cittadino torinese: indica dove dirigersi, come coordinarsi in famiglia e quali azioni mettere in pratica in casa, per strada e sui mezzi pubblici. Ogni passaggio è calibrato sulla città: dai parchi più ampi alle vie rettilinee che consentono fuga rapida e meno interferenze, evitando criticità come cornicioni, ponti e gallerie.
Preparare il kit d’emergenza per Torino
In un contesto urbano, il kit deve essere leggero, modulare e pronto per lo zaino. L’essenziale: 2 litri d’acqua a persona, cibo non deperibile per 48-72 ore, torcia con batterie, radio a pile o ricarica manuale, power bank carico, fischietto, guanti da lavoro, mascherine FFP2, telo termico, nastro telato, cordini, sacchi robusti, set igiene compatto, copie dei documenti contanti in piccolo taglio, farmaci personali con schema terapie, elenco contatti. Inserire una chiave di riserva di casa e cantina e un minikit per animali (guinzaglio, museruola se necessaria, cibo secco, ciotola pieghevole).
Organizzare due livelli: uno zaino “grab&go” vicino alla porta e una cassa in cantina o auto con scorte aggiuntive. In casa fissare a muro mobili alti e pensili con staffe, bloccare elettrodomestici con cinghie e applicare fermaporte magnetici. Un set di scarpe robuste sotto ogni letto riduce il rischio da vetri. Tenere gli interruttori di gas ed elettricità facilmente raggiungibili e un cartellino con istruzioni su manopole e valvole.
Disegnare il piano familiare nel contesto urbano
Un piano efficace chiarisce chi fa cosa e dove ci si incontra. Stabilire: 1) un punto di ritrovo sotto casa (cortile/portone opposto alla facciata, lontano da cornicioni e vetrine); 2) un punto alternativo nel quartiere, preferibilmente in un’area di attesa ampia; 3) un contatto fuori regione da aggiornare via SMS/WhatsApp con messaggi brevi. Disegnare su carta due percorsi a piedi fino al punto alternativo, evitando ponti, sottopassi, vie strette e porticati con elementi sporgenti.
Assegnare ruoli: chi prende lo zaino chi accompagna bambini o anziani, chi verifica gas e luci. Prevedere una versione del piano per orari scolastici e lavoro: dove si trova ognuno, quale itinerario sicuro può seguire, che cosa fare se la metro o i tram sono interrotti. Ripassare il piano due volte l’anno con una prova di evacuazione domestica e di quartiere, cronometrando tempi e criticità.
Punti di raccolta e vie sicure nei quartieri torinesi
Le aree di attesa ideali sono parchi e piazze ampie, lontane da palazzi alti. In città, riferimenti utili: Parco del Valentino (San Salvario), Parco Ruffini (Pozzo Strada/Cenisia), Parco Dora (Spina 3), Parco della Pellerina – Parco Carrara (Parella), Piazza d’Armi (Santa Rita), Piazza Vittorio Veneto come spazio ampio ma con attenzione alle facciate circostanti. Nel Nord-est, utili i sedimi di Lungo Po aperti, restando distanti da muri e alberature instabili. Verificare sul territorio eventuali cartelli di Protezione Civile con indicazione “Area di attesa”.
Per le vie di fuga a piedi privilegiare assi larghi e rettilinei come Corso FranciaCorso Vittorio Emanuele IICorso Regina MargheritaCorso Galileo FerrarisCorso Moncalieri e i grandi viali alberati, mantenendosi però centrali rispetto alla carreggiata per allontanarsi da gronde e balconi. Evitare, se possibile, ponti (Ponte Umberto I, Vittorio Emanuele I, Isabella) e sottopassi finché non arrivano verifiche. Nel centro con portici (Via Roma, Via Po), attraversare rapidamente in spazi aperti e dirigersi verso piazze ampie o i Giardini Reali.
In casa: eseguire Drop, Cover, Hold. Accovacciarsi, proteggersi sotto un tavolo robusto o accanto a muri portanti interni, coprire testa e collo, tenere la posizione fino alla fine delle scosse. Non usare ascensori. Tenere porte interne socchiuse per evitare incastri. In edifici con scale strette, non precipitarsi: la maggior parte degli infortuni avviene durante fughe affrettate. Appena possibile, raggiungere l’area di ritrovo nel cortile o in strada aperta, controllando vetri e cornicioni.
In strada: allontanarsi da facciate, insegne, vetrine e lampioni. Cercare spazi aperti e mantenersi lontani dalle linee dei tram. In auto: accostare in sicurezza senza bloccare incroci, evitare gallerie e ponti, restare a bordo finché le scosse cessano. Sui mezzi GTT: tenersi ai sostegni, non forzare le porte, aspettare le indicazioni del conducente. In metropolitana non scendere in galleria, seguire il personale e gli annunci; in stazione, mantenersi lontani da pensiline e vetrate, dirigendosi verso le uscite segnalate senza correre.
Dopo la scossa: verifiche e comunicazioni sicure
Effettuare controlli rapidi: chiudere il gas in presenza di odori o sibili, staccare la corrente se ci sono fili scoperti o acqua vicino a prese, evitare fiamme libere. Non rientrare in casa in caso di crepe estese, intonaci crollati o porte bloccate: attendere verifiche tecniche. Aiutare vicini fragili, usare scale interne solo se integre. Indossare scarpe e guanti prima di muoversi tra detriti. Niente ascensori fino a controlli conclusi. Se cadono oggetti da balconi, delimitare l’area e segnalare.
Per comunicare, privilegiare SMS e messaggi testuali per non saturare le reti. Concordare con la famiglia finestre orarie di aggiornamento. Seguire i canali istituzionali del Comune di Torino della Regione Piemonte e della Protezione Civile per eventuali evacuazioni, punti di distribuzione acqua e assistenza. In emergenza chiamare il 112 fornendo indirizzo preciso, numero di persone e condizioni del luogo. Raggiungere le aree di attesa indicate e registrarsi se richiesto per agevolare i ricongiungimenti familiari.



