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Addio a Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra a 83 anni

Sandro Mazzola, simbolo della Grande Inter e della Azzurra, è scomparso a 83 anni lasciando un patrimonio di vittorie e ricordi indelebili.

Addio a Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra a 83 anni

Nel cuore della notte, poco dopo la mezzanotte, il calcio italiano ha ricevuto una notizia sconvolgente: Sandro Mazzola è deceduto all’età di 83 anni. Il suo addio è stato annunciato ufficialmente dall’Inter, squadra con cui ha scritto la storia più gloriosa del club, conquistando quattro scudetti e due Coppe dei Campioni. La perdita di una figura così imponente colpisce non solo i tifosi nerazzurri, ma l’intero panorama sportivo nazionale.

Ultimi giorni e l’annuncio della scomparsa

Il comunicato dell’Inter ha definito Mazzola una “bandiera eterna”, sottolineando il suo ruolo di punto di riferimento per generazioni di giocatori e tifosi. Dopo una lunga battaglia contro una malattia non precisata, l’ex campione ha lasciato la vita nella quiete della sua casa, circondato dai familiari. Il messaggio di cordoglio è stato diffuso rapidamente sui canali social del club, generando un’ondata di ricordi e tributi da parte di ex compagni, dirigenti e appassionati.

Il percorso da giovane promessa alla leggenda nerazzurra

Nato a Cassano d’Adda il 8 dicembre 1942, Sandro Mazzola ha vissuto l’infanzia sotto l’ombra della tragedia di Superga, che ha portato via suo padre, il leggendario capitano del Grande Torino, Valentino Mazzola. Il giovane è stato accolto dalla famiglia Lorenzi, grazie all’intervento di Benito “Veleno” Lorenzi, che lo ha introdotto nell’ambiente interista. A soli 15 anni ha impegnato i primi passi nella Primavera nerazzurra, sotto la guida di Giuseppe Meazza e successivamente di Helenio Herrera che lo ha trasformato da centravanti a centrocampista offensivo.

Le radici familiari e il debutto in Serie A

Il 10 giugno 1961, Sandro, allora diciottenne, è stato schierato nella formazione “Ragazzi” contro la Juventus in un incontro controverso. Nonostante la sconfitta 9-1, Mazzola ha segnato il suo primo rigore in Serie A, dimostrando già quella freddezza mentale tipica dei grandi. Dopo quell’esibizione, Herrera lo ha inserito nella prima squadra, dove la sua crescita è stata meteoritica.

Trionfi con la Grande Inter

Tra il 1962 e il 1977, Mazzola ha rubato la scena in un periodo storico definito “Grande Inter”. Ha collezionato 572 presenze e 162 reti in maglia nerazzurra, contribuendo a quattro scudetti (1963, 1965, 1966, 1971) e a due storiche vittorie in Coppa dei Campioni (1964, 1965). La finale del 1964 a Vienna, contro il Real Madrid, è rimasta nella memoria collettiva: Mazzola, al fianco di Giuseppe Facchetti ha segnato due gol, regalando alla squadra il primo trofeo europeo. Nella stessa stagione ha vinto il titolo di capocannoniere in Coppa dei Campioni con sette reti.

Il contributo alla Nazionale e la “staffetta” con Rivera

Il debutto azzurro è avvenuto il 12 maggio 1963 a San Siro, con una vittoria per 3-0 contro il Brasile di Pelé. Dopo la delusione del Mondiale del 1966, dove l’Italia è stata eliminata dalla Corea del Nord, Mazzola è diventato l’elemento chiave della ricostruzione di Ferruccio Valcareggi. In quegli anni è nata la nota “staffetta” con Gianni Rivera il centrocampista rossonero con cui ha condiviso il ruolo di protagonista nella Nazionale. Insieme hanno guidato l’Italia alla finale dei Mondiali del 1970 in Messico, la celebre “Partita del Secolo” contro la Germania Ovest, conclusasi 4-3 a favore degli azzurri. La carriera internazionale di Mazzola si è conclusa nel 1974 con 70 convocazioni e 22 reti.

Il ruolo di dirigente e l’eredità lasciata al club

Dopo aver appeso gli scarpini, Mazzola ha continuato a servire l’Inter in veste dirigenziale, prima come consigliere sportivo e poi come direttore tecnico, durante il periodo di Massimo Moratti. Tra le scelte più celebri c’è l’ingaggio di Ronaldo “Il Fenomeno” nel 1997, operazione che ha rivitalizzato il club e ha entusiasmato la tifoseria. Il suo contributo ha permesso all’Inter di rimanere competitiva a livello europeo anche negli anni successivi alla sua carriera da calciatore.

La scomparsa di Sandro Mazzola segna la fine di un capitolo fondamentale nella storia del calcio italiano. La sua vita è stata un susseguirsi di successi, sacrifici e dedizione verso due maglie simbolo del Paese. L’Inter e la Nazionale lo ricorderanno non solo per i trofei, ma per l’impronta di classe, intelligenza tattica e umiltà che ha lasciato in eredità a milioni di appassionati.

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