Dieci anni dopo la tragica morte di Gloria Rosboch il tribunale di sorveglianza ha deliberato che Roberto Obert 64 anni e originario di Forno Canavese potrà uscire dal penitenziario per un totale di due mesi all’anno, al fine di stare con la madre, ormai novantenne.
La concessione arriva in seguito alla richiesta formulata dall’avvocato Celere Spaziante che ha evidenziato la condotta irreprensibile di Obert durante gli anni di reclusione. Il giudice ha ritenuto che, grazie al ruolo di bibliotecario presso il penitenziario di Verbania e alle attività di volontariato svolte, il detenuto abbia dimostrato una buona disciplina, fattore determinante per l’autorizzazione dei permessi.
Decisione del tribunale di sorveglianza e condizioni dei permessi
Il provvedimento prevede che Obert possa abbandonare temporaneamente la struttura carceraria per visitare la madre, ma solo entro il limite di due mesi all’anno. Le uscite saranno soggette a controlli e dovranno rispettare gli orari stabiliti dal giudice. L’obiettivo, secondo la motivazione del tribunale, è quello di preservare il legame familiare senza compromettere gli obblighi penitenziari.
Il ruolo di Celere Spaziante nella richiesta
L’avvocato ha sottolineato come la buona condotta di Obert sia stata comprovata da più anni di attività culturali e assistenziali, elementi ritenuti sufficienti a concedere la possibilità di trascorrere periodi brevi fuori dal carcere, senza pregiudicare la sicurezza pubblica.
Il caso Rosboch: cronistoria dei fatti e sentenze
Il 13 Gloria Rosboch insegnante di Castellamonte di 49 anni, scomparve dopo essere uscita di casa. Il suo corpo fu ritrovato il 19 febbraio nello stesso anno, in una ex discarica situata fra Rivara e Pertusio nella zona del Canavese. L’autopsia concluse che la donna era stata strangolata.
Le indagini portarono al giovane Gabriele Defilippi allora 22enne ed ex allievo della vittima. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Defilippi aveva convinto Rosboch a consegnargli 187 mila euro promettendole una nuova vita nella Costa Azzurra. Quando la donna chiese restituzione del denaro, fu organizzato un incontro che si concluse con l’omicidio.
Il ruolo di Roberto Obert nel delitto
Nel corso dell’evento, Obert era presente a bordo dell’autovettura, dove avrebbe svolto il ruolo di conducente. Dopo l’accaduto, il sospettato collaborò con le autorità, indicando il luogo dove era stato occultato il corpo, contribuendo così a ricostruire i fatti.
Condanne definitive
Gabriele Defilippi è stato condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di Rosboch. Obert, inizialmente sentenziato a 19 anni ha visto la pena ridotta in appello a 18 anni e 9 mesi. Entrambe le sentenze sono state convalidate dalla Cassazione nel dicembre.
La madre di Defilippi, Caterina Abbattista fu anch’essa coinvolta nelle indagini. Pur essendo stata inizialmente imputata per concorso nell’omicidio, è stata successivamente assolta da tale accusa, rimanendo condannata solo per il ruolo nella truffa ai danni di Rosboch; la Cassazione ha confermato la condanna.



