La 38esima edizione del Salone del Libro ha chiuso i battenti con cifre che confermano un successo oltre le attese e riflessioni che ne mitigano l’entusiasmo. Con 254.000 presenze complessive l’evento supera il dato dell’anno precedente (231.000) e rilancia Torino come punto di riferimento per il settore editoriale; allo stesso tempo però sono emerse lamentele su code, costi d’ingresso e prezzi di cibo e servizi che hanno alimentato il dibattito tra visitatori e addetti ai lavori.
Il pubblico è cambiato in profondità: una consistente presenza giovanile ha trasformato spazi e programmi, mentre gli editori hanno registrato aumenti nelle vendite in molti stand. Tra vendite record, incontri sold out e ospiti internazionali, il Salone è stato al centro di applausi e qualche polemica politica che, pur presente, non ha oscurato la stagione positiva manifestata nei numeri.
Numeri, pubblico e dinamiche di affluenza
I dati più salienti mostrano un’affluenza distribuita su cinque giorni con picchi storici: per la prima volta il giovedì ha superato le 40.000 presenze, il venerdì le 50.000 e il sabato le 70.000. Significativo il ruolo delle scuole: 34.500 studenti e accompagnatori hanno partecipato alle attività, cifra che rappresenta un aumento del 25% rispetto all’edizione precedente. Il profilo demografico conferma la rilevanza dei giovani: il 24% dei visitatori è under 25, il 49% under 35 e il 63% under 45, segnalando come il Salone stia intercettando nuovi lettori e nuove esigenze culturali.
Incontri e partecipazione
Le sale hanno registrato numeri importanti: circa 132.000 partecipanti agli appuntamenti organizzati, con il 40% degli eventi andati sold out. L’incontro più seguito è stato quello con Bernie Sanders, seguito dagli appuntamenti con Zadie Smith, Emmanuel Carrère e Peter Cameron. Anche il Romance Pop Up ha avuto grande impatto, con 6.500 presenze e oltre 30.000 copie firmate durante i giorni di programmazione, a conferma della crescente centralità dei generi di narrativa per giovani lettori.
Vendite, editori e titoli trainanti
Le case editrici presenti hanno potuto contare su un bilancio generalmente positivo: il gruppo Mondadori ha segnato un +10%, Feltrinelli un +20% e Adelphi un +25%, con incrementi ancora più marcati per realtà indipendenti come Neri Pozza (+50%). Tra i titoli più acquistati figurano autori e testi eterogenei: Luciana Littizzetto, Alberto Angela, Niccolò Ammaniti, Maurizio De Giovanni, Emmanuel Carrère, oltre a fenomeni editoriali lanciati anche dai social network, con copie esaurite per alcuni bestseller internazionali.
Effetti sul mercato editoriale
L’affluenza si è tradotta in un impulso alle vendite e in maggiore visibilità per cataloghi variegati: dal romance ai saggi di attualità, fino alla narrativa tradizionale. Gli organizzatori hanno inoltre evidenziato miglioramenti in termini di accessibilità: aumentati gli accrediti per persone con disabilità e una riduzione dell’uso del biglietto cartaceo, ormai minoritario. Per gli editori il Salone resta uno spazio fondamentale di contatto diretto con il pubblico e di promozione delle novità editoriali.
Critiche, politica e prospettive future
Accanto ai bilanci positivi non sono mancate contestazioni: molti visitatori si sono lamentati per i prezzi — tra biglietti e consumazioni — e per le lunghe file ai punti vendita e ristoro. Sul piano istituzionale, qualche scintilla politica è emersa nella fase finale, con osservazioni da parte di esponenti regionali sulla presenza di politici di vari schieramenti; tuttavia la tensione non ha prodotto cambiamenti sostanziali nella chiusura della manifestazione, che è stata definita dagli organizzatori come una edizione «serena» rispetto a polemiche passate.
Cosa aspettarsi nel 2027
Durante la conferenza di chiusura sono state annunciate le date della prossima edizione: il Salone tornerà dal 13 al 17 maggio 2027, con il Rights Centre previsto dal 12 al 14 maggio. La letteratura catalana sarà ospite d’onore e il Lazio è stato indicato come Regione ospite. I riflessi positivi sull’intero settore editoriale fanno sperare che il Salone continui a svolgere il ruolo di volano per la lettura e per il mercato, pur rendendo necessarie scelte organizzative per migliorare l’esperienza dei visitatori e contenere i costi.