Un uomo di 41 anni è stato arrestato il 18 agosto vicino alla stazione di Torino Porta Nuova per aver violato le prescrizioni dei domiciliari. Gli agenti della polizia lo hanno trovato con una lattina di birra in mano, sospettoso e attento a non farsi notare. La situazione è diventata chiara quando gli agenti hanno controllato i suoi documenti e scoperto che era ai domiciliari con orari prestabiliti.
L’uomo era autorizzato a uscire di casa solo tra le 10 e le 12 per recarsi a un centro di servizi per tossicodipendenti. Tuttavia, quella mattina era uscito con più di mezz’ora di anticipo per andare al supermercato e acquistare alcolici, violando così le disposizioni. Per questo motivo, è stato arrestato con l’accusa di evasione.
La giustificazione in tribunale
In tribunale, l’uomo si è giustificato affermando di non essersi reso conto dell’orario. “Non mi sono reso conto dell’orario“, ha dichiarato, difeso dall’avvocato Renato Cravero. “Sono molto rigoroso, di solito. Ma quella mattina mi sono svegliato, ho fatto la doccia senza guardare l’ora e sono uscito. Pensavo fosse più tardi.”
L’uomo sta scontando diverse condanne definitive per reati come furti e rapine. Prima dei domiciliari, aveva trascorso diverso tempo in carcere. Ora rischia di tornare in cella, poiché la giudice Vittoria Pontecchiani ha convalidato il suo arresto e trasmesso gli atti al tribunale di sorveglianza, che valuterà se ci siano ancora le condizioni per scontare la pena fuori dal carcere.
Le conseguenze legali
Per i fatti del 18 agosto, l’uomo dovrà affrontare un nuovo processo penale previsto a settembre con rito abbreviato. Nell’ordinanza di convalida, la giudice ha precisato: “Il 41enne ha dimostrato totale incapacità di adeguarsi anche a prescrizioni minime. Da chi, come lui, è ai domiciliari da meno di un mese, ci si aspetta rigoroso rispetto delle prescrizioni. Così, questa volta, non è stato.”
La vicenda solleva questioni importanti sul rispetto delle prescrizioni per chi è ai domiciliari e sulle conseguenze legali di eventuali violazioni. L’uomo dovrà ora affrontare le ripercussioni delle sue azioni, mentre il tribunale di sorveglianza valuterà se mantenere o revocare i domiciliari.



