Nelle alte quote del Parco Nazionale Gran Paradiso, un fenomeno insolito sta catturando l’attenzione dei ricercatori. Le marmotte alpine, notoriamente attive e giocose, stanno riducendo drasticamente le loro attività ludiche quando le temperature superano i 21 gradi. Questo cambiamento comportamentale, osservato tra e, potrebbe avere implicazioni significative per la sopravvivenza e lo sviluppo di queste creature.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Animal Behaviour è stata condotta da un team di esperti tra cui Caterina Ferrari, ricercatrice del Parco, Diego Rastelli, Maria Paniw e Achaz von Hardenberg. Lo studio si inserisce nel contesto di un progetto di lungo periodo avviato nel 2006 nell’area di Orvieilles, in Valsavarenche.
Osservazioni dettagliate e dati significativi
Durante il periodo di studio, i ricercatori hanno monitorato 83 marmotte appartenenti a 14 gruppi familiari, registrando un totale di 189 ore di osservazione. Sono state documentate 667 interazioni sociali, offrendo un quadro dettagliato del comportamento di questi animali in diverse condizioni climatiche.
Uno dei risultati più sorprendenti riguarda il gioco, un’attività predominante tra i giovani. I dati mostrano che il gioco raggiunge il picco intorno ai 12,8 gradi, per poi diminuire rapidamente con l’aumento della temperatura. Oltre i 21 gradi, questa attività diventa quasi assente.
Comportamenti sociali e priorità
Non tutte le interazioni sociali sono influenzate allo stesso modo dal caldo. Comportamenti come il grooming i saluti tra individui e le interazioni agonistiche non mostrano una riduzione significativa con l’aumento delle temperature. Questo suggerisce che le marmotte adottino una sorta di gerarchia delle priorità quando le condizioni diventano sfavorevoli.
Quando fa troppo caldo, queste creature rinunciano a un’attività facoltativa e dispendiosa come il gioco, ma continuano a mantenere quei comportamenti necessari alla vita sociale del gruppo, come le relazioni, le gerarchie e la definizione dello status degli individui.
Implicazioni per lo sviluppo e la sopravvivenza
La rinuncia al gioco potrebbe sembrare un dettaglio marginale, ma per le marmotte alpine non lo è affatto. Il gioco è fondamentale per lo sviluppo delle capacità motorie e sociali dei giovani. Una riduzione prolungata di questa attività potrebbe avere conseguenze che vanno oltre la semplice risposta alle temperature elevate, influenzando potenzialmente lo sviluppo degli individui e comportamenti importanti nella vita adulta, come la difesa del territorio e la riproduzione.
Questo studio evidenzia un effetto del cambiamento climatico meno evidente rispetto alla mortalità o alla riduzione della popolazione. L’aumento delle temperature può modificare il modo in cui gli animali utilizzano il proprio tempo e interagiscono tra loro prima ancora di produrre effetti evidenti sulla sopravvivenza o sulla consistenza delle popolazioni.
Bioindicatori del cambiamento climatico
I risultati ottenuti a Orvieilles suggeriscono che la riduzione del gioco possa diventare un possibile bioindicatore precoce dello stress termico nella marmotta alpina. Un comportamento apparentemente semplice può fornire informazioni preziose sulle condizioni dell’ecosistema. Se le temperature aumentano e gli animali sono costretti a ridurre progressivamente il tempo dedicato ad attività non indispensabili, il cambiamento potrebbe essere rilevato prima che emergano conseguenze più gravi sulla popolazione.
È proprio per questo che assume particolare importanza il progetto di ricerca avviato a Orvieilles nel 2006. La raccolta sistematica di dati per un periodo così lungo consente di individuare trasformazioni comportamentali che potrebbero non essere visibili attraverso osservazioni limitate a una sola stagione o a pochi anni.
Le marmotte, in questo senso, possono diventare una sorta di termometro biologico delle Alpi, mostrando attraverso i loro comportamenti quanto il caldo stia cambiando il modo di vivere degli animali in alta quota.



