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Carlo Petrini e il contributo al Club Tenco: ricordi e storie

Un ritratto dell'irriverente promotore culturale che influenzò il Club Tenco con idee, scherzi e scoperte musicali

Carlo Petrini e il contributo al Club Tenco: ricordi e storie

Il Club Tenco ha voluto ricordare con affetto Carlo Petrini, figura che ha saputo intrecciare umorismo e passione per la canzone d’autore. Già presente nella compagine del club dagli anni ’70, Petrini entrò nella storia dell’associazione non solo come accompagnatore di serate, ma come fonte continua di proposte creative e iniziative che hanno lasciato il segno. Il suo modo di intendere gli eventi del Tenco era fatto di spontaneità, scherzi studiati e una capacità rara di rendere memorabili anche i momenti più informali.

Arrivato in seno al Club insieme a Francesco Guccini, Petrini si presentò con una dichiarazione che divenne leggenda: si definì il fondatore di Radio Bra Onde Rosse, una delle primissime esperienze di radio libera nella sua zona. Questo spirito pionieristico si rifletté nel suo impegno dentro e fuori il palco: dove altri vedevano routine, lui vedeva possibilità di gioco e di condivisione, trasformando gli spazi del festival e contribuendo a creare momenti capaci di restare impressi nella memoria collettiva.

L’irriverenza come pratica scenica

La componente goliardica di Petrini non era mai fine a se stessa: era uno strumento per smontare stereotipi e per avvicinare il pubblico alla cultura musicale con leggerezza. Sul finire delle serate del Tenco, lo spirito festoso prendeva il sopravvento grazie alle sue invenzioni; tra sketch e battute pungenti, l’obiettivo era sempre quello di coinvolgere e sorprendere. Il Club Tenco ricorda come, grazie a lui, gli ultimi momenti delle manifestazioni fossero spesso i più attesi, perché contenevano una forma di libertà scenica che pochi sapevano proporre con altrettanta efficacia.

Sketch e performance: I madrigalisti di Oltre Tanaro

Una delle trovate più citate fu la creazione de I madrigalisti di Oltre Tanaro, un ensemble folclorico-musicale ideato proprio per il palco del Teatro Ariston. Con questo progetto Petrini giocò con la tradizione popolare, mescolando repertori locali a gag teatrali, ottenendo performance che alternavano musica e comicità. L’operazione mostrò la sua capacità di mettere in scena la cultura delle Langhe in modo originale, rendendo visibile l’incontro tra radici popolari e arena nazionale, e trasformando la performance in un piccolo fenomeno di costume.

Impegno culturale e cura del Club

Oltre alla vena burlesca, Petrini si rivelò un attento osservatore delle dinamiche associative e dei bisogni culturali del Club. Non si limitò a divertire: fu propositivo sui temi organizzativi, suggerì artisti e contribuì a selezionare voci che poi avrebbero lasciato il segno nella scena della canzone d’autore. Il Club Tenco riconosce in lui una figura che ha alimentato dibattiti, promosso scoperte e sostenuto la crescita di percorsi culturali, dimostrando come l’impegno civile possa convivere con la leggerezza della festa.

Scoperte e segnalazioni

Tra i nomi che Petrini fece conoscere al Club c’è quello di Gianmaria Testa, segno della sua attenzione a talenti emergenti. Inoltre, nel 1980 portò le Gemelle Nete, un duo di signore autodidatte che animavano feste e matrimoni nelle Langhe con un repertorio popolare genuino. Queste segnalazioni rivelano la sua sensibilità per ciò che era autentico e radicato, e la sua volontà di dare spazio a chi operava lontano dai circuiti ufficiali, contribuendo a espandere il campo delle proposte del Club.

La dimensione popolare come valore

Con le Gemelle Nete e progetti simili, Petrini valorizzò l’oralità e le tradizioni locali, dimostrando che la cultura popolare può dialogare con il teatro e i festival nazionali. Questo approccio favorì un arricchimento del repertorio del Club, introducendo atmosfere e linguaggi che spesso sfuggono alle programmazioni più istituzionali ma che rappresentano un patrimonio prezioso per la comprensione della musica come pratica sociale.

Un’eredità oltre la goliardia

La partecipazione attiva di Petrini alle assemblee e ai dibattiti del Club portò anche a idee che avrebbero travalicato il contesto musicale: durante le lunghe discussioni notturne nacque da lui l’intuizione che poi prese forma nel movimento Arci Gola – Slow Food, un esempio di come attenzione al cibo, territorio e convivialità potesse intrecciarsi con la cultura musicale. Questa vocazione multidisciplinare rese evidente la sua visione: la cultura come rete di pratiche che si alimentano a vicenda, capace di generare comunità.

Per il suo impegno il Club Tenco gli ha conferito nel 2018 il Premio Tenco come operatore culturale, riconoscimento consegnato dal suo amico e collega Sergio Staino. Quel riconoscimento sintetizza la duplice anima del suo contributo: creativo e collettivo, ironico ma profondamente radicato nella promozione della cultura. Il ricordo che il Club conserva di Carlo Petrini è quello di un animatore instancabile, capace di trasformare ogni momento in occasione di incontro e scoperta.

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